Lettera a Rutelli

Il giorno 21 febbraio è stata inviata una RAR al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri :

 

Signor Vice Presidente del Consiglio, on. Francesco Rutelli

abbiamo letto la risposta da Lei data alla Camera all'interrogazione dell'on. Nardi e, pur apprezzandone gli intenti dichiarati per quanto concerne il problema generale dei rapporti tra diritto di autore e consumatori ("dobbiamo lavorare per creare condizioni concorrenziali nel mercato, per la tutela del consumatore, ma senza diminuire le garanzie per gli autori"), riteniamo di doverLe segnalare che alcuni passaggi non corrispondono alla realtà dei fatti (il capoverso su quelli che Lei definisce "problemi gravi di violazione del diritto di autore, derivanti dall'utilizzo non corretto delle nuove tecnologie - internet - dalle pratiche di file sharing....").
L'acuirsi dei problemi deriva infatti dalla circostanza che le modifiche della legge 633/1941 volute dal suo predecessore, on.Urbani, puntando sul ricorso alle fattispecie penali, hanno seguito una logica strutturalmente estranea allo spirito di far evolvere un mercato concorrenziale davvero aperto e dunque garante dei cittadini utenti oltre che degli autori. Ha fatto il resto la propensione interpretativa scelta dalla SIAE, costantemente indirizzata ad estendere al di là della legge la protezione dei diritti di quei soggetti, non solo gli autori, che vengono prima dei cittadini utenti.
Nell'ultimo decennio, la nascita del web ha mutato in profondità modi e tempi di accesso dei cittadini alle opere intellettuali nelle loro variegate forme. E questo parallelo allargarsi del numero dei destinatari e ridursi dei tempi di diffusione non può che riflettersi sui meccanismi di tutela dei diritti degli autori. Se tali meccanismi di tutela restassero esattamente gli stessi di prima e soprattutto se non venissero opportunamente adeguati quelli relativi all'area dell'intermediazione tra autore e fruitore, vorrebbe dire escludere il fruitore dai benefici anche economici indotti delle nuove condizioni web, benefici che, per l'allargamento dei destinatari e la riduzione dei tempi, sono rilevanti.
Del resto, seppure non del tutto compiutamente, questioni connesse alle tematiche qui sollevate sono presenti già nel programma dell'Unione a proposito della diffusione dell'Open Source nelle amministrazioni, poi nelle reiterate dichiarazioni fatte dal sottosegretario Magnolfi durante e dopo le consultazioni ufficiali su Internet dello scorso autunno e infine nel testo del Manifesto per il Partito Democratico diffuso in questi giorni : " Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno, anche attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale fattore di liberta', di eguaglianza e di diffusione della conoscenza".
Ci permettiamo pertanto di suggerirLe l'opportunità di rivedere la denominazione stessa del costituendo Comitato presso la Presidenza del Consiglio, dal momento che la qualifica di Comitato Antipirateria ci pare del tutto parziale e depistante dai reali problemi.
Desideriamo in conclusione rivolgerLe la richiesta di consentire la possibilità che rappresentanti della nostra Associazione – e di altre impegnate sul tema della trasformazione delle norme sul diritto di autore in chiave di maggior equilibrio tra i vari soggetti coinvolti – siano sentiti stabilmente dal costituendo Comitato in maniera da poter in quella sede fornire più ampie e dettagliate osservazioni tecniche in materia.

Confidando nella Sua attenzione, Le porgiamo i migliori saluti

Athos Gualazzi presidente Associazione Partito Pirata

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siamo in attesa di risposta


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