Internet Governance

A proposito dell'articolo di Alessandro Bottoni su Punto Informatico spesso e volentieri ho la netta sensazione che si sottovaluti Internet o comunque si perda di vista cosa è internet nella società moderna.
Si parla di costituzione, di governo e di democrazia come se fosse un'altro mondo, come se fosse un'altro territorio e non un semplice mezzo tecnologico. Nei commenti al pezzo di Bottoni si accenna ad elezioni, costituzione, poteri ecc. ecc. alla stregua di una realtà oggettiva e non già virtuale. Certo in Second Life possiamo fare una rivoluzione armata, io sparo all'avatar del Presidente del Consiglio e ......game over, in Senato si discuterà della finanziaria e noi avremo più o meno soldi per gestirci il bilancio famigliare .... game over per chi non ce la fa...... come sempre e indipendentemente da Internet.
Indipendentemente da Internet oggi ma domani ? e se Internet quale mezzo di comunicazione fosse, forse lo sarà, un mezzo di aggregazione ? Se internet servisse per discutere se far pressione o meno su chi abbiamo eletto perché la finanziaria sia promossa o bocciata? se le petition on line cominciassero a contare qualcosa, almeno quanto i sondaggi ?
Internet è semplicemente una nuova televisione, un nuovo telefono, una nuova piazza tanto per ridurre ai minimi termini la questione.Quando non c'era il telefono e prima ancora il telegrafo era la posta o il corriere a cavallo che convocava i consiglieri del re, oggi non c'è da stupirsi se la Camera è convocata tramite SMS o e-mail. Quello che si chiede, riferendosi alla Governance è un riconoscimento da parte delle istituzioni, nazionali e sovranazionali quale nuovo mezzo di comunicazione e partecipazione. Il passo successivo alla televisione e questa volta, se lasciato libero, è interattivo, tutti vi possono partecipare, il sito di Tizio potrebbe essere più bello, navigabile e piacevole di quello della CocaCola, sul web finalmente partono tutti dalle stesse possibilità, un buon programmatore può farsi più pubblicità della Maicrosoft, basta che sia più bravo non che abbia più soldi. Però se così è sono davvero necessarie delle regole stabilite dall'ONU.
Regole che impediscano al più grosso di fagocitare il più piccolo, quindi regole che garantiscano la massima libertà di espressione, regole che permettano di sfruttare la tecnologia e che invece impediscano che venga artatamente limitata come stà succedendo con il TC, i DRM e il progetto DVB. Le regole, vedi il copyright o la censura, che attualmente vigono in Internet sono dettate dal WTO e WIPO, imposte da accordi internazionali che quando sono stati firmati non hanno tenuto conto della libertà di Internet, è un po' come pensare ad un accordo per la diffusione teatrale delle opere liriche in assenza o ignorando la radio e la televisione. Internet è uno strumento di comunicazione e come gli strumenti di comunicazione del passato hanno permesso lo sviluppo sociale e la democrazia questo strumento potrebbe essere ridotto ad una vetrina commerciale se non viene protetto dagli interessi di settore, politici ed economici. Se quindi Governance vuol dire che i Governi, le multinazionali, le aziende più ricche, che i potenti in genere devono riconoscere Internet quale strumento di libera espressione e sviluppo sociale ben venga un tale riconoscimento. Automaticamente si dovrebbe riconoscere a Internet un proprio organismo che ne possa salvaguardare la libertà e le potenzialità. Come eleggerlo, come formarlo ? Per il momento non vedo altro modo che quello adottato per i vari organismi dell' ONU. Probabilmente i risultati saranno gli stessi che sta ottenendo l'ONU attualmente nelle zone di crisi ma la speranza è l'ultima a morire, diamoci da fare perché ci sia almeno una tutela alla libertà di Internet e perché no? un'ONU finalmente più democratico grazie anche a Internet.

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