In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi: ci battiamo per una cultura libera, la revisione dei brevetti e la difesa della privacy

Le major non demordono

Cercando di imitare la lunga tradizione d'oltreoceano iniziata dalla RIAA di trascinare in tribunale bambini, invalidi e anziani e, in generale, gli indifesi, l'associazione spagnola Promusicae, che raggruppa i soliti noti come Sony, Universal, Warner e EMI, ha deciso di chiedere 18 milioni di dollari di danni per "concorrenza sleale" al programmatore Pablo Soto, colpevole, a quanto pare, di voler fare il suo mestiere. In particolare, avrebbe creato un programma per l'utilizzo di reti peer-to-peer. Il presidente della Promusicae Antonio Guisasola, ignorando bellamente che un programma, come un coltello, può avere usi differenti, ritiene, che tale programma serva unicamente per danneggiare i suoi soci. L'idea di prendere di mira Soto, un piccolo imprenditore, privo degli ingenti mezzi a disposizione della Promusicae, si inserisce perfettamente nella strategia "colpiscine uno per educarne cento" che le associazioni delle case discografiche stanno portando avanti. *Ognuno porta avanti le proprie battaglie come preferisce, tuttavia ben difficilmente rimarremo impressionati dalle campagne pseudo moralizzatrici di chi usa simili mezzucci. *

Lettera ai Soci

Le elezioni al Parlamento Europeo ci hanno offerto l'opportunità, grazie ad Alessandro Bottoni, segretario della nostra Associazione, che ha accettato di essere candidato, di avere maggior visibilità del solito e questo ha portato ad un insperato aumento di soci che ignoravano la nostra esistenza. Per evitare a questi nuovi soci ricerche forse lunghe e faticose riporto uno scambio di opinioni avvenuto nella nostra mailing list cui non tutti partecipano visto che a volte cose sagge si trovano in theread piuttosto lunghi.

Elogio della pirateria

Copertina

Elogio della pirrateria è un libro che racconta diverse storie di pirati. Non nel senso convenzionale del termine, ma riferito a coloro che infrangono qualche legge. Sostenendo che non è sempre vero quello che ci hanno insegnato, cioè che la legge è giusta, e chi la infrange ha necessariamente torto. Bisogna ricordare che le leggi sono fatte da uomini, a volte con le migliori intenzioni, ma altre volte sono fatte sotto la pressione di alcune lobby di potere (per lo più ecnomico, ma conseguentemente politico).

Maxi-emendamento intercettazioni: la RETE IMBAVAGLIATA COME IN CINA

Emendamento D'Alia? Uno scherzo! Cancellato prima l'art. 50, divenuto 60 e poi sparito. Ben di peggio ci aspettava distratti dalle elezioni. Da tempo voci diverse si alzano, gridando "al lupo... al lupo!", e vi abbiamo dato poco peso, distratti dai D'Alia, Carlucci, Barbareschi & C. e dalle commedie della campagna elettorale. Ora una vera e propria mazzata alla Democrazia la stanno approvando nelle due Camere legislative. La libertà e l'autonomia vengono limitate non solo in Rete, ma agli stessi Inquirenti, alla Magistratura e agli organi d'informazione.

Il Governo chiederà la fiducia sul Maxi-emendamento in materia di intercettazioni e per la Rete il testo introduce nel nostro Ordinamento l'obbligo di rettifica di qualsiasi testo che non piacesse a qualcuno entro 48 ore, pena una sanzione pecuniaria esorbitante, da 50.000 a 250.000€ per tutti i titolari di "siti informatici". Questo implica automaticamente, se non la chiusura, un drastico ridimensionamento dei social network tipo YouTube o Facebook o di blog come il nostro, per non parlare di Punto Informatico o Beppe Grillo. Si reintroduce pesantemente il reato di istigazione alla disobbedienza civile, con il quale sarà possibile, senza l'intervento della Magistratura, tacitare qualsiasi voce di dissenso nei confronti dei “potenti”. Le intercettazioni, limitate a 60 giorni, potranno essere pubblicate solo dopo parecchi anni, grazie al fatto che sono proibite prima della conclusione della prima udienza preliminare, che, con i tempi attuali, prevede un'attesa non inferiore ai 6 anni.

Un duro colpo alla democrazia, che impone le pastoie alla Magistratura, il bavaglio alla stampa e pone Internet finalmente sotto controllo. Come i nostri concittadini possano accettare questa situazione è davvero incomprensibile: non si tratta più solo di discutere di file sharing, ma di non poter più condividere le informazioni, diventando, di fatto, una grave limitazione della libertà d'espressione.

Chiediamo formalmente a tutti i costituzionalisti, e al Capo dello Stato in primis, se un simile decreto è accettabile secondo la nostra Costituzione, chiediamo agli Stati membri della Comunità Europea se ritengano accettabile che una Nazione partecipante possa varare una simile norma, che, a nostro avviso, viola i fondamenti stessi della democrazia.

Video Alessandro Bottoni

Alle Europee vota un Pirata

elezioni
link ai versamenti

Alessandro Bottoni web site:
http://www.alessandrobottoni.it/
http://www.ilprogettoarancione.it/

per contatti:
info@alessandrobottoni.it
info@ilprogettoarancione.it

Vogliamo un hacktivist al Parlamento europeo. E vi diciamo perchè.

Perché l’attacco alla libertà della rete, nel parlamento di Strasburgo, è tutt’altro che scongiurato. Proprio in queste ore, in quell’aula, si è deciso di rimandare le decisioni. Certo, lì, in quell’aula, è stato ribadito – grazie alla mobilitazione di centinaia di netizen – che nessun altro, oltre ad un giudice, può decidere la sospensione del diritto all’accesso in rete. Ma il rischio di una rete meno libera di come l’abbiamo immaginata, continua ad esistere: perché a settembre tornerà all’ordine del giorno la proposta di assegnare ai fornitori di rete, la gestione degli accessi. E così tornerà d’attualità il rischio che un privato possa decidere cosa un utente può consultare e cosa gli è proibito. Sarebbe la fine, decretata con un provvedimento, della neutralità della rete.

Ecco perché è importante che nel prossimo Parlamento europeo ci sia un hacktivist. Ed è importante che questa battaglia di libertà non sia affidata solo alla “delegazione svedese” (dove, sembra, il partito pirata riuscirà a superare il quorum), ma possa contare su un “delegato” italiano. Perché, anche se non appare mai sui media tradizionali, è proprio il nostro paese uno dei più impegnati nel ridurre al silenzio la rete, le sue comunità. L’elenco di provocazioni, di leggi, di dichiarazioni è sterminato. Si va dal progetto di legge dell’onorevole Carlucci che finge di occuparsi di lotta alla pedofilia, per arrivare a colpire lo scambio di file anonimo. Proposta di legge scritta sotto dettatura delle major del cinema e della musica. Si va dal ministro Brunetta, che finge di prendere atto del digital divide che affligge il nostro paese, arrivando poi però a prospettare una improbabile soluzione di computer a basso costo. Una sorta di novello Negroponte, in cui il governo non ci mette una lire ma di cui una sola cosa è chiara: quei pc avranno sistemi operativi Microsoft. Kernel chiusi, codici sorgente proprietari. Come già avviene nel novanta per cento della pubblica amministrazione italiana. Dove il rifiuto all’open source diventa l’occasione per un regalo di centinaia di milioni di euro ai monopolisti, dove si mette in forse il lavoro di migliaia di analisti, di soft-house. Per finire alla Siae. Che in queste ore riempie di suoi comunicati i giornali italiani, sostenendo che apre alla diffusione delle opere musicali in Internet. Scelta tardiva che non è altro che l’applicazione di quanto deciso nel nuovo regolamento dell’istituto varato due anni fa, ma scelta – soprattutto – rivelatrice di come la Siae si senta ancora proprietaria esclusiva di tutte le opere dell’ingegno. Al punto che l’istituto – come hanno sottolineato autorevoli avvocati – arriva a scrivere di volersi aprire “alla diffusione di brani musicali” on line. Come se potesse decidere la Siae cosa aprire e cosa chiudere, come se quei brani non fossero nella disponibilità dei loro autori. Come se non esistessero già in Italia significative esperienze di Creative Commons.

Questo è il clima nel nostro paese. Dove autoritarismo e incompetenza producono una miscela pericolissima. Per questo sosteniamo un hacktvist al Parlamento europeo. Perché combatta l’improvvisazione e la vocazione al controllo. Perché affermi il diritto alla condivisione dei saperi, della cultura come diritto inalienabile del cittadino di questo millennio. Per questo chiediamo di votare Alessandro Bottoni, segretario del partito pirata, indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà. Se poi questa sua candidatura significa anche che la sinistra, una nuova sinistra, abbia abbandonato vecchi slogan per provare a capire quali siano i nuovi territori del conflitto, meglio. Se poi questa candidatura significa che la sinistra voglia riscoprire il valore della libertà, come battaglia fondamentale, meglio per tutti. In ogni caso, sarebbe importante se Alessandro riuscisse ad arrivare a Strasburgo. Votiamolo.

I firmatari dell’appello

Fausto Napoletano, HackCaserta-81100

Arturo Di Corinto (giornalista, saggista, insegnante, responsabile dei Progetti Open Source del C.A.T.T.I.D)

Sergio Bellucci (esponente del Movimento politico per la sinistra, esperto di comunicazione)

Guido Iodice (autore televisivo, blogger)

G.Panti, no1984.org

Giorgio Ippoliti, no1984.org

Alberto Guglielmo, hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta, informatico

Claudio Brovelli, tecnico TELCO

Giorgio Ippoliti, insegnante

Enzo Aggazio software developer, collaboratore rivista HAX

Athos Gualazzi, presidente Partito Pirata

Fiorello Cortiana ex parlamentare Europeo

Alberto Guglielmo hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta informatico

Claudio Brovelli TELCO

Giorgio Ippoliti insegnante

Matteo G.P. Flora CEO & Partner The Fool s.r.l

Francesco Petetta Universitario

Luca Ceccarelli Guru@Work

Marta Villa Universitaria

Daniele Minotti Studio Legale Minotti

Lele Rozza Candidato Comunali Pavia

Giuseppe Guerrasio Master WEB Agency Srl

Francesca Bria

Simone Stella

Carlo Infante docente universitario

Flavia Marzano Consulente Strategico per la PA

Emanuele Patti dir. ARCI

Giulio Fior Fuffa Evangelist Archeometra Srl

Paolo Brini informatico Dip. Parlamento Europeo

Monica Mazzittelli scrittrice

Francesco Tupone IT manager A.T.E.R

Guido Scorza avvocato, giornalista

Letizia Palmisano libera professionista

Francesca Maffei casalinga

Batseba Hardy fotgrafo

Giovanni Battista Gallus Studio Legale Gallus Cardia

Giuseppe Puopolo musicista

Alessandra Minoni hacker

Filippo Martorana

Lorenzo De Tomasi libero professionista Art Director

Gianluca Varisco Web Engineer Red Hat

Alessio R. Pennasilico Security Evangelist Alba S.T. srl

Cristina Leonardi artista

Maurizio Zammataro attivista

Francesco Paolo Micozzi avvocato

Joanne Maria Pini docente Conservatorio

Epto Tramaci informatico

Giuseppe Pende informatico

Luisa Vinciguerra insegnante

Roberto Tupone presidente Linux club Roma

Pasquale Lopriore Web engineer InnovaPuglia

Alexjan Carraturo Web engineer

Denise Fasanelli attivista

Giuliano Natali poeta

Salvatore Tucci docente universitario

Gianluca Boccacci

Nuccio Cantelmi avvocato

Gennaro Francione magistrato in pensione

Giuseppe Campnelli avvocato

Maximiliano Caldarelli impiegato SIAE

Barbara Gasperini infermiera

Silvia Maffei agricoltore

Aurelio Liguori docente univesitario

Federico Croci insegnante

Alessandro Rozza dip. Universitŕ d.S. Mi

Michele Agostinelli - Candidato al Comune di Prato per la lista
Sinistra e Libertà - Socio Prato Linux User Group


Fermiamo i brevetti software!!

Crittografia e legge sulla privacy

La legislazione sulla privacy in Italia è riferibile agli art.15 e 21 della Costituzione, nel Codice penale (Capo III - Sezione IV) e - parzialmente - nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, intitolato "Codice in materia di protezione dei dati personali" e noto, impropriamente, anche come "Testo unico sulla privacy" o "legge sulla privacy".

La privacy è un argomento del quale i governi hanno iniziato ad occuparsi più approfonditamente soltanto recentemente. Le spinte per una maggiore o minore protezione della privacy sono contrastanti, a seconda che prevalga la difesa dei diritti l'individuo o la prevenzione della criminalità. Da una parte c'è chi desidera proteggere la propria privacy come diritto fondamentale e dall'altra c'è chi vi rinuncerebbe, in favore di un maggiore controllo sui malviventi; un controllo del tutto illusorio, tuttavia, come la cronaca ci ha mostrato più di una volta.

Perché partecipiamo alle Europee

Come abbiamo sempre sostenuto riteniamo che vi siano solo due modi per modificare una situazione: a) con le buone b) con le cattive. Abbiamo sempre optato per le buone maniere, siamo contro la violenza, Abbiamo sempre sostenuto che le leggi non vanno eluse ma se sbagliate vanno modificate. Uno dei nostri crucci è che difficilmente riusciamo a comunicare ai nostri concittadini che vi sono numerosi tentativi di limitare i diritti e le libertà che abbiamo. Siamo convinti che solo svelando i piani di chi ci vuole limitare si possa evitare che ciò avvenga. Siamo convinti che la Rete sia il mezzo di comunicazione del futuro, sia il mezzo attraverso il quale si possano democraticamente discutere i diritti e i doveri, si possa liberamente valutare pregi e difetti, valori e disvalori, si possa dialogare e convivere pacificamente. Vogliamo una Rete libera e indipendente dove ciascuno possa esternare le proprie convinzioni confrontandosi liberamente, fornire e valutare liberamente informazioni e cultura, senza censura e senza vincoli, condividendo. Ecco perché abbiamo accettato che il nostro segretario Alessandro Bottoni si candidasse, come indipendente, al Parlamento Europeo, poco importa con che lista, anche se Sinistra e Libertà s'è dimostrata la più sensibile, l'importante è poter comunicare alla gente quali sono i pericoli che corrono i loro diritti di libertà e democrazia, importante è avere qualcuno in grado di comunicarci, per tempo, quali sono gli interessi che contrastano con quelli della società, quali sono e come si possano contrastare gli interessi di pochi su tutti.


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