In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi: ci battiamo per una cultura libera, la revisione dei brevetti e la difesa della privacy

Luca Neri intervista Rickard Falkvinge

Karoo: precipitoso ripensamento sulle disconnessioni

Da ScambioEtico:

Un mese fa l’ISP inglese Karoo disconnetteva senza avviso i clienti sospettati di violazione del copyright. Ora ci ripensa.

Circa un mese fa Karoo, un ISP inglese che serve la città di Hull in regime di monopolio di fatto, aveva deciso di applicare, senza comunicare nulla alle autorità e ai propri clienti, un regolamento del tipo “1-strike-and-you’re-out”. Il cliente sospettato di aver commesso violazioni della legge concernente la proprietà intellettuale veniva subito disconnesso. Successivamente alla disconnessione gli venivano comunicati i motivi e lo si rendeva edotto di quanto avrebbe dovuto pagare per i “costi di riallaccio”. Qui a destra (n.d.r.:sotto), il livello medio di gradimento della clientela Karoo alla notizia delle disconnessioni senza preavviso e dei costi di riallaccio (rappresentazione artistica). ![bimbo irato][bimbo irato]

Il partito pirata che vorrei

Pubblico su richiesta dell'ottimo Athos, un post del mio blog privato, che sembra aver suscitato l'interesse di molti. Diciamo che può essere anche il mio modo di presentarmi al gruppo di PP.

E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei.

Legal bay, ma quale contrapposizione?

Dopo aver letto con curiosità che la SIAE si vuole mettere a distribuire musica gratuitamente e legalmente, il pensiero va non solo alle piattaforme come Jamendo che lo fanno da tempo, ma anche a tutti quei gruppi che propongono il download gratuito del singolo del loro album sul sito, oppure addirittura un secondo album bonus se acquistato il primo. Guardandoci un po' intorno, non possiamo che essere d'accordo con l'avvocato Scorza che, a quello che è dato di capire finora, è ravvisabile una questione di trust nella concentrazione di servizi da parte di chi fa altro che distribuire musica.

La questione che riguarda il PP però risiede nelle parole di qualcuno che commenta, e sinceramente mi auguro che non sia il vero pensiero della SIAE, che ciò è fatto come una “risposta al movimento 'piratesco' che si sta formando in tutta Europa” per la “proliferazione dei 'Partiti Pirata' in tutto il continente”.

Giornata di protesta

logo iniziativa La nostra Associazione si è proposta come interlocutrice a chi le leggi le promulga con la convinzione che trattandosi di un nuovo mezzo di comunicazione ci fosse l'esigenza di calibrare i diritti dei diversi attori. Purtroppo sembra invece che la caratteristica principale della Rete: libertà d'espressione fra uguali, cioè democrazia, sia invisa al "potere" che non sopporta punti di vista diversi dai propri, con le scuse più inverosimili, vedi Carlucci/pedofilia, Barbareschi/diritto d'autore, d'Alia, Sarkozy ecc. ecc., è chiara la tendenza a mettere il bavaglio. Inutile tentare il dialogo, ogni mediazione porta comunque ad una limitazione del Web, c'è solo la possibilità di sfruttare a pieno le stesse potenzialità della Rete: ripetere moltiplicandole tutte le informazioni che lo stesso "potere" vuole tacitare, perciò è fondamentale aderire e dare la massima forza possibile a iniziative di informazione, come questa, attraverso la diffusione virale di cui solo la Rete è capace.

14 luglio 2009 per maggiori informazioni visita la pagina diritto alla rete

LA GIUSTIZIA SVEDESE COME LA CONSULTA ITALIANA

Comunicato dell'Associazione Partito Pirata

LA GIUSTIZIA SVEDESE COME LA CONSULTA ITALIANA

Eravamo convinti che la giustizia dei paesi nordici, Svezia in particolar modo, fosse da prendere ad esempio per l'imparzialità, la terzietà ed il rispetto totale di tutte le norme. La lettura del processo raccontato nell'ultimo romanzo di Stieg Larsson ci aveva illuso di poter finalmente avere un paese nel quale esistesse la certezza della pena assieme a forti ed antichi principi etici e morali. Evidentemente ci sbagliavamo. Dopo il processo agli amici del sito The Pirate Bay , concluso qualche giorno fa con una condanna, è emerso che il giudice Tomas Norström aveva lavorato e manteneva rapporti con alcune importanti associazioni per la difesa del copyright in Svezia. Molti membri dell'associazione per i diritti d'autore in Svezia hanno inviato messaggi anonimi al sito di Pirate Bay confermando che in molte occasioni il giudice era presente ad incontri dell'associazione dove si affrontavano temi legati proprio al sito e alle iniziative per contrastarlo. Il processo avrebbe dovuto essere immediatamente annullato ma per il momento non è successo nulla. The Pirate Bay ha in programma di denunciare la giustizia svedese davanti alla corte europea dei diritti dell'uomo. In Italia è di questi giorni la notizia che ben due membri della Consulta hanno tranquillamente cenato con il presidente del consiglio, il suo avvocato ed il Ministro della giustizia. Un incontro riservato tra il Premier e due magistrati della Consulta, ovvero l'organismo che tra poche settimane dovrà decidere se bocciare o meno il Lodo Alfano: la legge che rende Berlusconi intoccabile se non alla fine del suo mandato. Due esempi assimilabili e lampanti di interferenze inaccettabili ed immorali. Solidarietà totale agli amici di The Pirate Bay. Qualsiasi sia il risultato di entrambe queste vicende, se gli attori rimarranno al loro posto, sarà inficiato dal sospetto di connivenza.

Quanto costa resistere allo strapotere delle major dell'intrattenimento?

natro lutto A questa conclusione è giunta anche la giuria chiamata a giudicare il caso di Jammie Thomas-Rasset (come riporta PI), madre di 4 figli. Queste potenti organizzazioni stanno sfruttando il potere e il denaro accumulato nei decenni per influenzare i poteri legislativi e giudiziari degli stati e mantenere i propri privilegi con metodi ormai indifendibili. Come una novella corte nobiliare della Francia del 1789 gozzovigliano ignari di seminare i germi della propria distruzione. Il mondo non può più permettersi l'esistenza di simili residuati, fossili di un tempo in cui, in nome della diffusione della cultura, si doveva tollerare la loro esistenza. Sempre più, è evidente come occorra recuperare il rapporto diretto tra i produttori di opere e i fruitori del loro lavoro. Ci chiediamo come possano certi artisti continuare a far finta di nulla quando in loro nome vengono perpetrati abusi come questo sulle persone più indifese.

Il 14 luglio viene per tutti.
.(testo di Marco Confalonieri)

Le proteste degli Abruzzesi ignorate dalla stampa. Facciamo da noi l'informazione.

Dal momento che l'informazione nazionale non ne ha parlato, mi sento in dovere di farlo in quanto testimone. Martedì ero a Latina per lavoro e mi apprestavo a tornare Roma. In stazione, i treni portavano ritardi dai 30 ai 120 minuti. Il megafono della stazione annunciava che i ritardi erano causati da manifestanti che bloccavano i binari. Credo che la manifestazione (di cui nessuno ha parlato nei media tradizionali) fosse questa.

Lascio alla vostra coscienza la scelta di condividere e divulgare (sul vostro social network preferito, blog o microblogging) questo articolo. Lo spirito con cui è stato scritto è quello di sopperire alle lacune di una informazione nazionale sottoposta a vincoli, commerciali, politici e ideologici. Abbiamo un mezzo che può diffondere la conoscenza e quindi la libertà. Paradossalmente ce lo sta insegnando l'Iran. Mi permetto di chiudere con uno slogan che nel suo sugnificato originale era piuttosto patriottico, ma modificandolo leggermente può diventare cosmopolita: GOD BLESS INTERNET


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