In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi: ci battiamo per una cultura libera, la revisione dei brevetti e la difesa della privacy

Banda larga per lo sviluppo

di Giorgio Meloni

10 ottobre 2011

La settimana scorsa, come riassunto in questo articolo di Republlica, lo sviluppo delle infrastrutture per la banda larga hanno di nuovo confermato non solo la lentezza nel colmare il ditigal divide, ma l’assoluta mancanza di un vero programma industriale in questo senso, la mancanza della volontà e della forza politica per imporre lo sviluppo della rete. Da parte degli operatori del settore, d’altra parte, traspare chiaramente la solita logica dell’investimento solo in funzione di consistenti, facili e veloci profitti.

Il Tempo e Wikipedia

Un articolo pubblicato in data odierna del quotidiano "Il Tempo" online plaude al famigerato "comma 29" dell'altrettanto famigerato DDL intercettazioni (o anti intercettazioni). Secondo tale articolo, infatti, "La nuova legge sulle intercettazioni potrebbe avere un merito inaspettato: far scomparire Wikipedia". Questo risultato, apparentemente, sarebbe meritevole in quanto, "c'è la Treccani".

Forse l'autore ignora che un articolo della prestigiosa rivista Nature sostiene l'affidabilità di Wikipedia rispetto all'Enciclopedia Britannica, che non sembra essere meno "rispettabile" della Treccani. Mentre Nature pubblica, nella stessa pagina dell'articolo, un documento che descrive il metodo in cui i dati sono stati raccolti e sottoposti alla peer review, non sembra che l'autore dell'articolo abbia avuto una tale cura nel documentare il proprio scritto, da cui si evince che non possa che essere catalogato come mera opinione dell'autore, non supportata da alcun fatto.

Ben vengano le opinioni libere e controcorrente sulle testate, registrate e non, ma sarebbe certo più interessante se fossero documentate e non dei semplici "rant" analoghi e dello stesso spessore culturale di quelli che si possono trovare sul blog di qualsiasi adolescente.

 

Marco Confalonieri

Marina Weisband intervistata da Hank Pellissier

Marina WeisbandIntervista con il direttore politico del Partito Pirata tedesco Marina Weisband.
di Hank Pellissier

Grazie al Piraten Partei

logo PPde  Dopo il successo alle ultime elezioni europee ora è la volta di Berlino a consegnare ai nostri cugini tedeschi il risultato del 9% di rappresentanti al Parlamento. Un risultato decisamente esaltante, il 15% degli under 34 hanno votato per il Piraten Partei. Il manifesto elettorale chiedeva un salario minimo garantito, trasparenza nella pubblica amministrazione, la Rete libera e libera condivisione, questi i principali punti rivendicati.

Punti che non possiamo non condividere e fare nostri. Ottimo lavoro Pirati, grazie, questo successo deve essere replicato anche in Italia dove la democrazia è ormai una parola vuota. Un allarme deve essere lanciato per i continui tentativi d'imbrigliare, peggio che in Cina, la Rete come accadrebbe se passasse il disegno di legge recentemente presentato a firma Centemero/Versace che sostanzialmente prevede, come scrive Fulvio Sarzana di S. Ipolito :

1) i cittadini, al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziale e di ricorso alla magistratura potranno essere sospesi nell’accesso ad internet se un semplice cittadino informa un provider della possibile violazione delle norme sul diritto d’autore o sui marchi e brevetti;

2) i provider dovranno preparare liste di proscrizione di cittadini che sono sospettati di violare il diritto d’autore o il diritto dei marchi e dei brevetti;

Col favore delle ferie

Dopo un anno di duro lavoro (per i fortunati che un lavoro ancora ce l'hanno), vorremmo poterci disinteressare per qualche tempo della vita politica del paese e rilassarci sotto l'ombrellone con una copia della Settimana Enigmistica in una mano ed una aranciata nell'altra. Purtroppo, in un paese come l'Italia, guidato da un Governo come quello che abbiamo, questo è un lusso che non possiamo permetterci.

Tra le molte leggi e leggine che questo governo e la sua rappresentanza al Parlamento Europeo stanno cercando di far passare “col favore delle Ferie d'Agosto” ce ne sono due che, se approvate, avrebbero degli effetti devastanti sul nostro universo digitale e culturale. La prima è l'effetto di una curiosa dimenticanza del legislatore. Grazie ad un vuoto legislativo ed all'inspiegabile disinteresse dei ministeri preposti, è possibile che alcune delle preziose frequenze radio destinate al Digitale Terrestre vengano regalate (si: proprio regalate) a RAI e Mediaset senza nessuna gara di appalto e senza nessun corrispettivo economico. In altri termini, tre o quattro miliardi di euro che lo Stato Italiano si appresta a regalare a RAI e Mediaset (Berlusconi) nello stesso momento in cui si appresta a chiedere a tutti noi “lacrime e sangue” per evitare il tracollo finanziario del Paese.

Follia in Norvegia

Quello che è accaduto in Norvegia non deve giustificare nessuna restrizione delle libertà e della democrazia. Ciò che un pazzo può fare è imprevedibile e prevenibile solo con una coscienza collettiva derivante da una maggior democrazia e partecipazione. Le condoglianze e la solidarietà vanno al Popolo Norvegese, ai parenti e amici delle vittime cui siamo vicini.

Il testo condiviso da tutti i pirati che compongono l' Internazionale dei Partiti Pirata

Risposta di Alessandro Bottoni, Segretario del Partito Pirata Italiano, al documento pubblicato da SIAE

Risposta di Alessandro Bottoni, Segretario del Partito Pirata Italiano, al documento pubblicato da SIAE a questo indirizzo:

http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=1


 

Q: Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?

A: Non posso parlare per altri ma, di sicuro, nè il Partito Pirata come associazione né io personalmente abbiamo mai sostenuto una simile idiozia. Francamente, mi risulta che ormai sia piuttosto poca la gente che sostiene questa tesi radicale anche fuori dal nostro circuito. Certo Richard Falkvinge, il fondatore del PP Svedese, a suo tempo ha sostenuto la necessità di abolire il concetto di “copyright” per cui una posizione del genere sicuramente è esistita in passato, esiste tuttora ed è sostenuta da qualcuno, forse persino da molte persone.

Vale la pena notare che queste persone solitamente sostengono che sia necessario abolire il “copyright” (cioè il “diritto di copia”) e NON il “diritto d'autore”. C'è una enorme differenza tra questi due concetti. Il copyright riguarda il diritto di creare copie da parte del distributore del prodotto ed è l'elemento di diritto fondamentale nel mondo anglosassone. Il diritto d'autore riguarda i diritti (morali e materiali) dell'autore sulla sua opera ed è l'elemento fondamentale del diritto nei paesi di tradizione latina come il nostro. Lottare contro l'uno non significa necessariamente lottare anche contro l'altro.

Diretta "La notte della Rete"

Da Roma diretta streaming de "La notte della Rete" 5 luglio 2011 ore 17,30


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