HACKMEETING 2010

il microcopterDomenica 4 luglio si è concluso Hackmeeting, il meeting delle comunità hacker italiane, tenutosi a Roma al Csa la Torre.

Hackmeeting è l'incontro annuale delle controculture digitali, e di tutti coloro che si pongono in maniera critica e propositiva rispetto all'avanzare delle nuove tecnologie.

I tre giorni che si sono tenuti nella splendida cornice del parco dell'Aniene, hanno presentato un fitto programma di seminari, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, sono state analizzate le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell'indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzare lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali per relegarci nei nostri spazi virtuali dove ci illudiamo al sicuro dalla precarietà reale. Ma soprattutto si è messa in pratica la Hacktitude, ovvero quella capacità di andare oltre le prescrizioni imposte dal commercio, nella tecnologia ma anche in altri campi, e che
portano a smontare ogni macchina e ogni gerarchia precostituita, comprese quelle che riguardano aspetti più quotidiani della nostra esistenza.

Sono stati presentati nuovi software dunque, ma anche approcci diversi alla produzione di cibo, di vivere il sesso, di curarsi.

Ad Hackmeeting si sono dunque visti nuovi protocolli di identificazione, che superano il concetto di user name e password; un nuovo tipo di crittografia, la crittografia quantistica, e le sue applicazioni; è stata presentata una panoramica sulle tecniche di identificazione e fingerprinting degli utenti in rete, e sulle possibilità di difendersi; sono stati illustrati metodi per aprire i lucchetti, informatici, ma anche fisici, ed è stata fatta una panoramica completa di tutti i metodi controllo che stanno, tra l'altro, mettendo a rischio la libertà della rete.
Ma si è anche ragionato con lo scrittore Margareth Killjoy su «Steampunk come Etica di Reality Hacking», vale a dire su come, per sopravvivere alle catastrofi, sia necessario sperimentare. E nel seminario “/Programmare è come narrare?/”, con Stefano Penge e Maurizio Mazzoneschi si è riflettuto sul senso della programmazione
, un’attività ritenuta forse a torto tecnica, ripetitiva, fredda, e  priva di un’anima.


Nel workshop su estetica audio e video invece si è presentata la superiorità dell'editing basato su una filosofia open.


Infine, visto che la connessione tra approccio ecologico e mondo dell'hacking è sempre più stretta in un seminario si è spiegato come mappare tutti gli orti di una grande città, non con le mappe di Google, ma con un sistema non proprietario, che permette a tutti di caricare i dati senza necessariamente registrarsi.
Sono solo alcuni esempi: nella tre giorni ai più di 30 seminari ufficiali
(http://it.hackmeeting.org/seminari.html#1557) si sono alternate discussioni spontanee.

Hackmeeting si è chiuso con la tradizionale assemblea che riunisce tutti i partecipanti, nel corso della quale, con il metodo del consenso, è stato deciso di proseguire l'anno con incontri di Follow up, dedicati ad approfondire le varie tematiche presentate a Roma, e con un meeting invernale.

n.a. Nella foto il microcopter, gioiellino tecnologico, presente all'Hackmeeting, cliccando sulla foto si viene rediretti sul wiki per la sua costruzione.


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