ADDIO a

addio a piratbyran

di Paolo Brini

Si è sciolto il gruppo che ha cambiato per sempre Internet, il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay. Un gruppo che in 7 anni ha elevato il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Tutti gli obiettivi del gruppo sono stati raggiunti e l’eredità del Piratbyrån è oggi più viva che mai.

Con un nome che faceva chiaramente il verso all’AntiPiratbyrån, l’associazione svedese anti-pirateria, il “bureau della pirateria” venne fondato da un gruppo di amici nel 2003 con l’obiettivo di portare in primo piano la discussione sul file sharing privo di scopo di lucro di opere protette da copyright, battendosi contro la criminalizzazione della condivisione ed offrendo un punto di vista diverso da quello dell’industria dei monopoli intellettuali.

Pochi mesi dopo la fondazione, il Piratbyrån prese una decisione che avrebbe cambiato Internet per sempre: aprire un sito di riferimento per un tracker e un indicizzatore di file torrent i quali senza compromessi potessero aiutare la diffusione della conoscenza, dell’arte e della cultura. Quel sito fu battezzato “The Pirate Bay” e fu gestito direttamente dal bureau per un paio di anni.

La nascita e le attività del Piratbyrån hanno innescato una serie di eventi che hanno cambiato per sempre Internet e il livello di discussione intorno ai monopoli intellettuali, hanno causato la crescita del movimento internazionale pirata, culminata con la creazione di numerosi partiti pirata (non necessariamente allineati con le opinioni del bureau) in decine di paesi nel mondo, e hanno sfidato i dogmi sul copyright propagandati dall’industria. Il bureau ha saputo anche mostrare come la protezione del copyright nasconda molto spesso la limitazione della libertà di espressione.

Oggi, nel mondo, centinaia e centinaia di milioni di file sharer condividono ogni giorno, anzi ogni ora, opere protette da copyright, mentre virtualmente in ogni nazione esiste almeno un’organizzazione o un cluster caotico di attivisti che sfida i dogmi del copyright.

Il Partito Pirata svedese (che non condivideva tutte le opinioni del bureau, ma ci appare indubbio che sia “debitore”, culturalmente parlando, nei confronti di esso) è riuscito nel 2009 a far eleggere due propri rappresentanti al Parlamento Europeo, è il terzo movimento politico giovanile in assoluto in Svezia per iscritti (mentre è la quinta forza politica se si considera il 7,1% di voti ricevuti alle elezioni europee) ed è attualmente il fornitore di servizi Internet per The Pirate Bay.

A dare l’annuncio dello scioglimento del Piratbyrån è stato uno dei suoi membri, Marcin de Kaminski (marcink), nel suo blog.

L’evento che ha accelerato la decisione è stato la tragica scomparsa di uno dei fondatori e delle menti più brillanti, nonché creatore del logo e della licenza Kopimi, Ibi Kopimi Botani. Gran parte dei membri del bureau sentono che il gruppo non potrà mai più essere lo stesso senza Ibi. Come sottolinea Peter Sunde su TorrentFreak, lo scioglimento del bureau era stato discusso da tempo, in quanto esso ha definitivamente assolto il suo compito e raggiunto ampiamente il suo obiettivo, quello cioè di contribuire a dare ai cittadini del mondo le armi culturali e tecniche per opporsi ai monopolisti dell’intelletto.

Il Piratbyrån ha portato la lotta contro i monopolisti dell’intelletto ad un livello mai sperimentato prima; è stato un vero precursore dei tempi ed ha avuto la capacità di focalizzare con straordinaria lucidità i temi e le problematiche affrontati da numerosissimi internauti. Ha mostrato i mari da solcare ai milioni di persone che hanno tratto guida, ispirazione, fiducia e allegria dalla sua inestimabile opera, in un viaggio avventuroso che grazie a Ibi e ai suoi tantissimi amici e amiche siamo ora tutti in grado di proseguire con le nostre gambe e la nostra testa.


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