Studies on filesharing

da La quadrature du Net

= Studi =

Valutazione degli effetti della legge HADOPI

M@rsouin - 2010 - Valutazione degli effetti della legge HADOPI (FR)

  • Questo [http://recherche.telecom-bretagne.eu/marsouin/spip.php?article345 studio del laboratorio M@rsouin], il cui obiettivo era di realizzare una prima valutazione degli effetti della legge Hadopi sulle pratiche dei internauti francesi, rivela che:
  • Solo il 15% degli internauti che utilizzavano le reti Peer-to-Peer prima dell'adozione della legge Hadopi hanno poi definitivamente smesso di farlo. Infine, « i pirati digitali » si rivelano essere, nella metà dei casi, anche degli acquirenti digitali (acquisto di musica o di video su Internet).

Togliere la connessione Internet agli utenti della rete Peer-to-Peer potrebbe potenzialmente ridurre del 27% la dimensione del mercato delle opere culturali digitali. Un'estensione della legge Hadopi a tutte le forme di pirateria digitale escluderebbe potenzialmente dal mercato la metà degli acquirenti di contenuto culturale digitale.

I "pirati" sono coloro che comperano maggiori prodotti culturali

BBC - 2009 - I pirati spendono di più nella musica (FR)

  • 2009/11/02 [http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8337887.stm Un articolo di BBC News] analizza i risultati di un sondaggio su un migliaio di persone nel merito della pirateria. La conclusione è che coloro che « piratano » di più sono anche coloro che spendono più, che l'attuale prezzo delle opere è più elevato di ciò che i consumatori sono disposti a pagare. L'articolo parla anche di diversi siti di streaming utilizzati dagli intervistati.

IPSOS Allemagne - 2009 - I "pirati" sono i migliori consumatori di cultura "légale" (FR)

  • 2009/09 - Un sondaggio effettuato da IPSOS Germania **tra gennaio e marzo 2009 in 12 paesi su un campione di 6500 internauti, dimostra che gli internauti francesi non sono i campioni del mondo della pirateria. Questo studio mostra come anche in Germania **i "pirati" sono i migliori consumatori di cultura "legale" rispetto agli internauti tedeschi non che praticano la "pirateria". Fonte: [http://tempsreel.nouvelobs.com/depeches/medias/multimedia/20090922.ZDN0412/p2p__les_francais_largement_a_la_traine_selon_une_etude.html tempsreel.nouvelobs.com 21/09/2009] [http://www.pcinpact.com/actu/news/53141-reel-champion-piratage-reponse-ipsos.htm. pcinpact.com 21/09/2009] [http://www.ecrans.fr/Le-francais-ce-petit-pirate-d-eau,8150.html ecrans.fr 22/09/2009]

Frank N. Magid Associates, Inc. - 2009 - P2P / migliori consumatori per Hollywood (EN)

  • Una società di ricerca pubblica [http://www.magid.com/vuze.pdf uno studio] nel quale si stabilisce che gli utenti di reti P2P (Vuze) sono per Hollywood i migliori consumatori: « Introducing Hollywood's Best Custormers ». Fontre: [http://www.magid.com/vuze.pdf Frank N. Magid Associates, Inc. - 02/06/2009].

M@rsouin - 2008 - P2P / acquistano più DVD (FR)

  • [http://www.marsouin.org/article.php3?id_article=264 Questa nota di sintesi] realizzata da Môle armoricain de Recherche sur la Société de l'Information et les Usages d'Internet (M@RSOUIN) presenta i principali risultati di un'indagine sul consumo di video (più ampiamente sul consumo di contenuti audiovisivi) su Internet. In particolare qui si riferisce ad una visione statistica del consumo di video in Rete. Conclusioni degli autori degli studi, "Le persone che condividono video sulle reti P2P sono anche coloro che maggiormente comperano DVD".

Business School of Norway - 2009 - Coloro che condividono la musica ne acquistano 10 volte di più (NO)

  • Questo [http://www.bi.no/Content/Article____74799.aspx studio (2009)], realizzato dalla Business School of Norway, dimostra che le persone che si scambiano musica ne comprano 10 volte più di quelle che non condividono gratuitamente. Fonte: [http://arstechnica.com/media/news/2009/04/study-pirates-buy-tons-more-music-than-average-folks.ars Ars Technica - 20/04/09 ]

Governo canadese - 2007 - P2P / acquistano più musica (FR)

  • Questo [http://www.ic.gc.ca/eic/site/ippd-dppi.nsf/fra/h_ip01456.html studio del 2007], commissionato dal governo canadese, dimostra che gli utenti che utilizzano software peer-to-peer comprano più musica di quelli che non condividono.

Effetti economici della pirateria

Governo olandese - 2009 - (Telescaricamento [Condivisione]) illegale = Effetto positivo (NL) * [http://www.ivir.nl/publicaties/vaneijk/Ups_And_Downs_authorised_translation.pdf Una nuova relazione (2009)], commissionata dal governo olandese, sulle conseguenze economiche e culturali della condivisione di file delle industrie della musica, del cinema e del videogioco, conclude che la condivisione illegale ha un effetto globale positivo sulla buona salute dell'economia.

News.com - 2005 - P2P = Riequilibrio tra piccoli e grandi attori del mercato del disco. (EN) * Quest'articolo di [http://news.com.com/The+Net+is+a+boon+for+indie+labels/2100-1027_3-6009800.html?tag=nefd.top news.com] spiega che, sotto l'influenza delle reti peer-to-peer, sarebbe già percettibile un riequilibrio tra piccoli e grandi produttori discografici.

D.Blackburn - " Piccole" vendite non danneggiate dalla teletrasmissione (EN)

  • Questa tendenza sembra essere confermata da [uno studio del 2004 di D.Blackburn, ricercatore di Harvard [http://www.economics.harvard.edu/~dblackbu/papers/blackburn_fs.pdf "On-line piracy and Recorded Music Sales"]. Questo studio, benché non tenga conto della ripresa delle vendite di CD negli USA per l'anno 2004 (in seguito ad un leggero ribasso dei prezzi di vendita), è molto preciso sulla dinamica delle vendite di CD. Una tabella a pagina 32 è assai chiara sul fatto che il 75% degli artisti non sarebbero assolutamente danneggiati dalla condivisione, e che solo il 25%, coloro che hanno maggiori vendite, ne soffrirebbero.

UFC-Que Choisir - 2005 - Impatto nullo della copia sul comportamento d'acquisto (FR)

  • Inoltre un [http://www.quechoisir.org/Position.jsp;jsessionid=83ADCF8FCB268819488C798D8DBE27BD.tomcat-1?id=Ressources:Positions:B164563EA65BF212C12570DD0036B9CF&catcss=IMA101 recente studio] realizzato congiuntamente dalla UFC e da un laboratorio di ricerca dell'università Parigi XI, su [http://www.quechoisir.org/Position.jsp;jsessionid=83ADCF8FCB268819488C798D8DBE27BD.tomcat-1?id=Ressources:Positions:2BC68459FD363005C12570D900576C79&catcss=IMA101 Le pratiche di copia dei francesi], presenta [http://www.quechoisir.org/Position.jsp;jsessionid=83ADCF8FCB268819488C798D8DBE27BD.tomcat-1?id=Ressources:Positions:ED4AF04E6B7460EBC12570DD0036E0AD&catcss=IMA101 risultati dettagliati] che suggeriscono un impatto pressoché nullo della copia in relazione ai comportamenti d'acquisto.

Harvard Business School - 2004 - Effetto della condivisione sulle vendite di dischi (EN)

  • Tali risultati sembrano confermare questo studio del 2004 della Harvard Business School, [http://www.unc.edu/~cigar/papers/FileSharing_March2004.pdf "The effect of file sharing on record sales - An empirical analysis"], che fu allora tuttavia criticato, poiché non comparava altro che lo scaricamento di un CD durante una data settimana alle vendite di quel CD in quella stessa settimana. Altri studi sono più pessimisti: quello del 2003 effettuato dalla FNAC (qualcuno ha un link allo studio?), basata su interviste con numerosi attori del settore della musica, mostra che sul 15% di calo del mercato francese nel 2003, il peer-to-peer è responsabile soltanto di un ribasso da 2 a 3 punti.

Éric Boorstin - 2004 - P2P = Impatto diverso secondo l'età / Ragioni del ribasso nelle vendite di CD (EN)

Éric Boorstin, dell'università di Princeton, [http://www.cs.princeton.edu/~felten/boorstin-thesis.pdf "Music Sales in the Age of File Sharing" spinge molto lontano il dettaglio dell'analisi econometrica]. Essa conclude che il p2p avrebbe un impatto negativo sugli acquisti di CD da parte dei più giovani, ma un impatto positivo sugli acquisti dei più anziani, e che i due effetti accumulati darebbero un effetto neutrale, se non positivo. E.Boorstin, inoltre, presenta nei dettagli le numerose cifre delle vendite di dischi (interessante vedere il raddoppio del fatturato tra il 1983 ed il 1993 ad esempio, come pure i cicli di vita dei vari supporti) ed enuncia le diverse cause che potrebbero essere all'origine dei ribassi delle vendite di CD constatate recentemente: fine vita del supporto CD, ultime cassette audio vendute, nuovi costumi sociali, scelte artistiche delle major sempre meno rischiose, ecc.

OCDE - 2004 - Costo della condivisione illegale di file difficile da stabilire (FR) * Una relazione dell'OCSE del novembre 2005, [http://www.oecd.org/dataoecd/11/54/34992262.pdf "Contenus numériques haut débit: la musique"], elabora un panorama molto completo e quantificativo sulla cronistoria del settore musicale, l'evoluzione dei suoi modelli economici, Internet e del peer-to-peer. «''In ogni caso, la condivisione di musica in P2P non conduce tutti gli utenti a sostituire sistematicamente questo tipo d'acquisizione ai modi tradizionali di consumo. Di conseguenza è difficile stabilire « il costo della condivisione illegale dei file ». Questa difficoltà è riflessa nei risultati degli studi sulla questione e nelle critiche metodologiche di cui sono stati oggetto questi studi (deboli tassi di risposta, difetti di concezione degli studi, problemi di definizione dei modelli per i lavori empirici, ecc.). Alcuni studi dimostrano che la condivisione non autorizzata di file ha un effetto negativo sulla vendita della musica, ma altri dimostrano che ha un effetto positivo; altri ancora concludono che ha un impatto nullo. [139?] Secondo alcuni, gli utenti, sostituendo lo scaricamento all'acquisto legale, fanno ridurre le vendite, ma altri avanzano l'ipotesi che la condivisione dei file permette di scoprire alcune musiche prima di comprarle. La maggior parte degli studi confermano che questi due fenomeni operano allo stesso tempo - secondo gli utenti: la condivisione non autorizzata di file conduce alcuni ad aumentare il loro consumo ed altri a ridurlo." »

Pew Internet and American Life Project - 2004 - Parere degli artisti sulla pirateria (EN)

  • In merito al rapporto fra gli artisti (infine coloro che non sono manipolati dal loro produttore) e le tecnologie dell'informazione, uno studio di Pew Internet and American Life Project, intitolato [http://www.pewinternet.org/pdfs/PIP_Artists.Musicians_Report.pdf "Artists, Musicians, and the Internet"], dimostra che su 2755 artisti interrogati, il 3% pensa che "Internet renderebbe difficile proteggere la loro arte contro la pirateria o l'utilizzo non autorizzato", contro il 79% che pensa che non avrebbe alcun effetto (vedere p.24 dello studio). Sembrano in compenso essere numerosi a vedere la distribuzione attraverso Internet come una fonte supplementare di opportunità, di promozione o di retribuzione.

Adattamento alle nuove tecnologie

OCDE - 2004 - Applicazioni commerciali grazie alla tecnologia (EN)

  • Imperniata soprattutto sulla misura del numero di utenti del p2p, nei suoi vari paesi, come pure su altre misure puramente fattuali (numero di utenti che condividono, evoluzione di questo numero, ecc.), questo studio dell'OCSE [http://www.oecd.org/dataoecd/55/57/32927686.pdf "Peer to Peer Networks in OECD Countries"] sembra abbastanza oggettivo. Benché resti neutro sull'impatto che avrebbe il p2p sulla ""crisi"" dell'industria discografica, mette in luce molte applicazioni commerciali rese possibili da queste tecnologie.

Marc Bourreau et Benjamin Labarthe-Piol - 2004 - Le lacrime degli industriali discografici (FR)

  • Infine, allo scopo di prendere un po' di memoria storica rispetto ai singhiozzi degli industriali discografici, un lavoro notevole di Marc Bourreau (economista, relatore alla ENST, Dipartimento EGSH/Dipartimento di Economia e CREST-LEI) e Benjamin Labarthe-Piol, [http://www.freescape.eu.org/biblio/article.php3?id_article=211 "Il peer to peer e la crisi dell'industria discografica: una prospettiva storica"] dimostra che dalla sua creazione, l'industria discografica ha numerose volte urlato che "XXXXX ucciderà l'industria del disco" (sostituire"XXXXX" con "il piano mécanique", "la musica alla radio", "la cassetta audio", ecc.). Lo studio spiega che se l'industria non è mai scomparsa è perché ''giunti ad un certo punto'' ha sempre finito per ''adattarsi alle innovazioni tecnologiche''.

= Altri documenti =

  • [[Chronologie de la riposte graduée]] [[Category:Ressources]][[Category:Droit_d'auteur]]

= Rapporti =

[http://www.laquadrature.net/files/rapport_cedras.pdf Le Rapport de Jean Cedras sur la riposte graduée], sepolto dal gabinetto di Renaud Donnedieu di Vabres quando era a capo del ministero della cultura.

Traduzione italiana Luigi Di Liberto (Movimento ScambioEtico) suggeriscono le Major

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