Crittografia e legge sulla privacy

La legislazione sulla privacy in Italia è riferibile agli art.15 e 21 della Costituzione, nel Codice penale (Capo III - Sezione IV) e - parzialmente - nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 , intitolato "Codice in materia di protezione dei dati personali" e noto, impropriamente, anche come "Testo unico sulla privacy" o "legge sulla privacy".

La privacy è un argomento del quale i governi hanno iniziato ad occuparsi più approfonditamente soltanto recentemente. Le spinte per una maggiore o minore protezione della privacy sono contrastanti, a seconda che prevalga la difesa dei diritti l'individuo o la prevenzione della criminalità. Da una parte c'è chi desidera proteggere la propria privacy come diritto fondamentale e dall'altra c'è chi vi rinuncerebbe, in favore di un maggiore controllo sui malviventi; un controllo del tutto illusorio, tuttavia, come la cronaca ci ha mostrato più di una volta. Ad esempio, pochi utenti di computer e di Internet sanno cosa realmente viene trasmesso quando inviano una e-mail. La stragrande maggioranza degli utenti inviano informazioni in chiaro, ovvero leggibili da chiunque, dato che vengono trasmesse su un canale pubblico e accessibile a tutti. Va quindi sottolineato che, per quanto riguarda la privacy, inviare una e-mail in chiaro equivale ad inviare una cartolina postale, intercettabile e leggibile in tutti i passaggi intermedi. La nostra Costituzione sancisce l'inviolabilità della posta tradizionale, ma non accorda lo stesso privilegio alla posta elettronica e ad altri mezzi di comunicazione digitali. In varie raccomandazioni pubblicate dal Garante per la privacy si raccomanda quindi l'utilizzo della crittografia per l'invio di comunicazioni riservate; tuttavia, anche solo il significato del termine è sconosciuto ai più.

Un sistema di cifratura crittografico è un algoritmo che, per mezzo di una chiave , camuffa l'informazione da trasferire, rendendola inintellegibile a chiunque non sia in possesso della medesima chiave. Di converso, sempre per mezzo di una chiave (che può essere la medesima utilizzata per la codifica - crittografia simmetrica - o diversa ma da essa dipendende - crittografia asimmetrica ), alla ricezione è in grado di riconvertire l'informazione camuffata in quella originale. Tali tecniche, sconosciute alla maggioranza dei netizen, sono però ben note ai malviventi. In relazione alla privacy non è possibile evitare di parlare dell'anonimato, strumento indispensabile in una democrazia. Nelle transazioni commerciali, tuttavia, anonimato degli "attori" e sicurezza delle transazioni sono tra loro incompatibili: la sicurezza di una transazione dipende dalla possibilità di identificare con certezza il proprio interlocutore, per evitare che il materiale scambiato finisca in mani sbagliate. Di conseguenza, non è possibile garantire la sicurezza delle transazioni in una società che permette ai suoi membri di restare completamente anonimi. Come si vede, democrazia, anonimato e privacy sono elementi strettamente collegati fra loro e la legge sulla privacy dovrebbe rappresentare un equo compromesso tra le varie necessità del vivere civile.

I Governi tendono ad aumentare i controlli in nome della sicurezza e questo va chiaramente a scapito della privacy. La nostra Associazione Partito Pirata pretende il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla privacy ed in particolare il Partito dei Pirati intende rivolgere la propria attenzione alla riservatezza delle comunicazioni ed intende ottenere l'equiparazione di qualunque tipo di comunicazione (audio, telefonica, radio, digitale, etc.) alla comunicazione postale che è, tradizionalmente, l'oggetto di elezione di questo diritto all'interno della legislazione esistente.

Il Partito dei Pirati intende chiedere che non sia più reiterato il decreto Pisanu per la “data retention”. Tale misura, adottata nel 2007 per adeguarsi alla direttiva Europea 2006/24/CE , è un provvedimento motivato dall’esigenza di adottare misure contro potenziali atti terroristici. I costi dell'apparato di controllo vengono sostenuti dalle aziende di telecomunicazioni, ricadendo sugli utenti. Tuttavia, come già ribadito, l'efficacia di tale decreto riguardo alla prevenzione del terrorismo è molto relativa, diventando di fatto solo un ulteriore strumento di erosione delle libertà individuali ed una spesa in più da sostenere da parte di privati ed aziente.

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Buongiorno, sono una ragazza dell'UNiversità di Padova. Sto lavorando all'Università di Oxford su un progetto di ricerca sulla data protection. Sarei molto interessata a conoscere i dibatti parlamentari che ci sono stati prima dell'entrata in vigore della legge 1996. Voi sapete indicarmi qualche libro o dove potrei reperire questo materilae? Vi ringrazio anticipatamente, Cordialmente E.F.

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