luglio 2009

Il partito pirata che vorrei

Pubblico su richiesta dell'ottimo Athos, un post del mio blog privato, che sembra aver suscitato l'interesse di molti. Diciamo che può essere anche il mio modo di presentarmi al gruppo di PP.

E’ da molto tempo che rifletto sul fatto che vorrei tanto potermi riaffacciare alla politica in un partito nel quale mi possa riconoscere, e, come in una letterina di natale, chiedo cosa vorrei, e cosa non vorrei.

Legal bay, ma quale contrapposizione?

Dopo aver letto con curiosità che la SIAE si vuole mettere a distribuire musica gratuitamente e legalmente, il pensiero va non solo alle piattaforme come Jamendo che lo fanno da tempo, ma anche a tutti quei gruppi che propongono il download gratuito del singolo del loro album sul sito, oppure addirittura un secondo album bonus se acquistato il primo. Guardandoci un po' intorno, non possiamo che essere d'accordo con l'avvocato Scorza che, a quello che è dato di capire finora, è ravvisabile una questione di trust nella concentrazione di servizi da parte di chi fa altro che distribuire musica.

La questione che riguarda il PP però risiede nelle parole di qualcuno che commenta, e sinceramente mi auguro che non sia il vero pensiero della SIAE, che ciò è fatto come una “risposta al movimento 'piratesco' che si sta formando in tutta Europa” per la “proliferazione dei 'Partiti Pirata' in tutto il continente”.

Giornata di protesta

logo iniziativa La nostra Associazione si è proposta come interlocutrice a chi le leggi le promulga con la convinzione che trattandosi di un nuovo mezzo di comunicazione ci fosse l'esigenza di calibrare i diritti dei diversi attori. Purtroppo sembra invece che la caratteristica principale della Rete: libertà d'espressione fra uguali, cioè democrazia, sia invisa al "potere" che non sopporta punti di vista diversi dai propri, con le scuse più inverosimili, vedi Carlucci/pedofilia, Barbareschi/diritto d'autore, d'Alia, Sarkozy ecc. ecc., è chiara la tendenza a mettere il bavaglio. Inutile tentare il dialogo, ogni mediazione porta comunque ad una limitazione del Web, c'è solo la possibilità di sfruttare a pieno le stesse potenzialità della Rete: ripetere moltiplicandole tutte le informazioni che lo stesso "potere" vuole tacitare, perciò è fondamentale aderire e dare la massima forza possibile a iniziative di informazione, come questa, attraverso la diffusione virale di cui solo la Rete è capace.

14 luglio 2009 per maggiori informazioni visita la pagina diritto alla rete


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