giugno 2009

LA GIUSTIZIA SVEDESE COME LA CONSULTA ITALIANA

Comunicato dell'Associazione Partito Pirata

LA GIUSTIZIA SVEDESE COME LA CONSULTA ITALIANA

Eravamo convinti che la giustizia dei paesi nordici, Svezia in particolar modo, fosse da prendere ad esempio per l'imparzialità, la terzietà ed il rispetto totale di tutte le norme. La lettura del processo raccontato nell'ultimo romanzo di Stieg Larsson ci aveva illuso di poter finalmente avere un paese nel quale esistesse la certezza della pena assieme a forti ed antichi principi etici e morali. Evidentemente ci sbagliavamo. Dopo il processo agli amici del sito The Pirate Bay , concluso qualche giorno fa con una condanna, è emerso che il giudice Tomas Norström aveva lavorato e manteneva rapporti con alcune importanti associazioni per la difesa del copyright in Svezia. Molti membri dell'associazione per i diritti d'autore in Svezia hanno inviato messaggi anonimi al sito di Pirate Bay confermando che in molte occasioni il giudice era presente ad incontri dell'associazione dove si affrontavano temi legati proprio al sito e alle iniziative per contrastarlo. Il processo avrebbe dovuto essere immediatamente annullato ma per il momento non è successo nulla. The Pirate Bay ha in programma di denunciare la giustizia svedese davanti alla corte europea dei diritti dell'uomo. In Italia è di questi giorni la notizia che ben due membri della Consulta hanno tranquillamente cenato con il presidente del consiglio, il suo avvocato ed il Ministro della giustizia. Un incontro riservato tra il Premier e due magistrati della Consulta, ovvero l'organismo che tra poche settimane dovrà decidere se bocciare o meno il Lodo Alfano: la legge che rende Berlusconi intoccabile se non alla fine del suo mandato. Due esempi assimilabili e lampanti di interferenze inaccettabili ed immorali. Solidarietà totale agli amici di The Pirate Bay. Qualsiasi sia il risultato di entrambe queste vicende, se gli attori rimarranno al loro posto, sarà inficiato dal sospetto di connivenza.

Perchè con Sinistra e Libertà e non da soli?

Salve sono un nuovo utente ed ho scoperto per sbaglio il partito pirata italiano solo dopo le elezioni europee, mi domando però una cosa , perché correre alle europee con il partito dei comunisti italiani e non da soli come il partito pirata europeo? Mi chiedo poi perchè proprio a sinistra e non un partito di centro o comunque non schierato politicamente da una parte o dall'altra visto che alcune cose come lo scambio di dati e mal visto sia dalla destra che dalla sinistra? Tengo a precisare che la mia non è una lamentela o una critica ma visto che voglio aderire al Parito Pirata vorrei capire anche le idee oltre le liberalizazioni della rete .

Quanto costa resistere allo strapotere delle major dell'intrattenimento?

natro lutto A questa conclusione è giunta anche la giuria chiamata a giudicare il caso di Jammie Thomas-Rasset (come riporta PI), madre di 4 figli. Queste potenti organizzazioni stanno sfruttando il potere e il denaro accumulato nei decenni per influenzare i poteri legislativi e giudiziari degli stati e mantenere i propri privilegi con metodi ormai indifendibili. Come una novella corte nobiliare della Francia del 1789 gozzovigliano ignari di seminare i germi della propria distruzione. Il mondo non può più permettersi l'esistenza di simili residuati, fossili di un tempo in cui, in nome della diffusione della cultura, si doveva tollerare la loro esistenza. Sempre più, è evidente come occorra recuperare il rapporto diretto tra i produttori di opere e i fruitori del loro lavoro. Ci chiediamo come possano certi artisti continuare a far finta di nulla quando in loro nome vengono perpetrati abusi come questo sulle persone più indifese.

Il 14 luglio viene per tutti.
.(testo di Marco Confalonieri)

Le proteste degli Abruzzesi ignorate dalla stampa. Facciamo da noi l'informazione.

Dal momento che l'informazione nazionale non ne ha parlato, mi sento in dovere di farlo in quanto testimone. Martedì ero a Latina per lavoro e mi apprestavo a tornare Roma. In stazione, i treni portavano ritardi dai 30 ai 120 minuti. Il megafono della stazione annunciava che i ritardi erano causati da manifestanti che bloccavano i binari. Credo che la manifestazione (di cui nessuno ha parlato nei media tradizionali) fosse questa.

Lascio alla vostra coscienza la scelta di condividere e divulgare (sul vostro social network preferito, blog o microblogging) questo articolo. Lo spirito con cui è stato scritto è quello di sopperire alle lacune di una informazione nazionale sottoposta a vincoli, commerciali, politici e ideologici. Abbiamo un mezzo che può diffondere la conoscenza e quindi la libertà. Paradossalmente ce lo sta insegnando l'Iran. Mi permetto di chiudere con uno slogan che nel suo sugnificato originale era piuttosto patriottico, ma modificandolo leggermente può diventare cosmopolita: GOD BLESS INTERNET

Le major non demordono

Cercando di imitare la lunga tradizione d'oltreoceano iniziata dalla RIAA di trascinare in tribunale bambini, invalidi e anziani e, in generale, gli indifesi, l'associazione spagnola Promusicae, che raggruppa i soliti noti come Sony, Universal, Warner e EMI, ha deciso di chiedere 18 milioni di dollari di danni per "concorrenza sleale" al programmatore Pablo Soto, colpevole, a quanto pare, di voler fare il suo mestiere. In particolare, avrebbe creato un programma per l'utilizzo di reti peer-to-peer. Il presidente della Promusicae Antonio Guisasola, ignorando bellamente che un programma, come un coltello, può avere usi differenti, ritiene, che tale programma serva unicamente per danneggiare i suoi soci. L'idea di prendere di mira Soto, un piccolo imprenditore, privo degli ingenti mezzi a disposizione della Promusicae, si inserisce perfettamente nella strategia "colpiscine uno per educarne cento" che le associazioni delle case discografiche stanno portando avanti. *Ognuno porta avanti le proprie battaglie come preferisce, tuttavia ben difficilmente rimarremo impressionati dalle campagne pseudo moralizzatrici di chi usa simili mezzucci. *

Lettera ai Soci

Le elezioni al Parlamento Europeo ci hanno offerto l'opportunità, grazie ad Alessandro Bottoni, segretario della nostra Associazione, che ha accettato di essere candidato, di avere maggior visibilità del solito e questo ha portato ad un insperato aumento di soci che ignoravano la nostra esistenza. Per evitare a questi nuovi soci ricerche forse lunghe e faticose riporto uno scambio di opinioni avvenuto nella nostra mailing list cui non tutti partecipano visto che a volte cose sagge si trovano in theread piuttosto lunghi.

Elogio della pirateria

Copertina

Elogio della pirrateria è un libro che racconta diverse storie di pirati. Non nel senso convenzionale del termine, ma riferito a coloro che infrangono qualche legge. Sostenendo che non è sempre vero quello che ci hanno insegnato, cioè che la legge è giusta, e chi la infrange ha necessariamente torto. Bisogna ricordare che le leggi sono fatte da uomini, a volte con le migliori intenzioni, ma altre volte sono fatte sotto la pressione di alcune lobby di potere (per lo più ecnomico, ma conseguentemente politico).

Maxi-emendamento intercettazioni: la RETE IMBAVAGLIATA COME IN CINA

Emendamento D'Alia? Uno scherzo! Cancellato prima l'art. 50, divenuto 60 e poi sparito. Ben di peggio ci aspettava distratti dalle elezioni. Da tempo voci diverse si alzano, gridando "al lupo... al lupo!", e vi abbiamo dato poco peso, distratti dai D'Alia, Carlucci, Barbareschi & C. e dalle commedie della campagna elettorale. Ora una vera e propria mazzata alla Democrazia la stanno approvando nelle due Camere legislative. La libertà e l'autonomia vengono limitate non solo in Rete, ma agli stessi Inquirenti, alla Magistratura e agli organi d'informazione.

Il Governo chiederà la fiducia sul Maxi-emendamento in materia di intercettazioni e per la Rete il testo introduce nel nostro Ordinamento l'obbligo di rettifica di qualsiasi testo che non piacesse a qualcuno entro 48 ore, pena una sanzione pecuniaria esorbitante, da 50.000 a 250.000€ per tutti i titolari di "siti informatici". Questo implica automaticamente, se non la chiusura, un drastico ridimensionamento dei social network tipo YouTube o Facebook o di blog come il nostro, per non parlare di Punto Informatico o Beppe Grillo. Si reintroduce pesantemente il reato di istigazione alla disobbedienza civile, con il quale sarà possibile, senza l'intervento della Magistratura, tacitare qualsiasi voce di dissenso nei confronti dei “potenti”. Le intercettazioni, limitate a 60 giorni, potranno essere pubblicate solo dopo parecchi anni, grazie al fatto che sono proibite prima della conclusione della prima udienza preliminare, che, con i tempi attuali, prevede un'attesa non inferiore ai 6 anni.

Un duro colpo alla democrazia, che impone le pastoie alla Magistratura, il bavaglio alla stampa e pone Internet finalmente sotto controllo. Come i nostri concittadini possano accettare questa situazione è davvero incomprensibile: non si tratta più solo di discutere di file sharing, ma di non poter più condividere le informazioni, diventando, di fatto, una grave limitazione della libertà d'espressione.

Chiediamo formalmente a tutti i costituzionalisti, e al Capo dello Stato in primis, se un simile decreto è accettabile secondo la nostra Costituzione, chiediamo agli Stati membri della Comunità Europea se ritengano accettabile che una Nazione partecipante possa varare una simile norma, che, a nostro avviso, viola i fondamenti stessi della democrazia.


Fatal error: Unknown: Cannot find save handler mm in Unknown on line 0