ottobre 2008

Esposto ThePirateBay

Nel tentativo di aprire un dialogo costruttivo a volte è necessario sottolineare quali sono i diritti cui ci si riferisce. Se è vero che l'autore ha diritto a  vivere, a seconda del valore, del suo lavoro, al pari di qualsiasi altro prestatore d'opera, anche l'utilizzatore finale ha i propri diritti ma fra questi  due soggetti troppo spesso gli intermediari sono quelli che ne traggono maggior beneficio senza merito.
Abbiamo sempre sostenuto che l'editore, la legatoria e l'edicola hanno diritto alla loro mercede aggiungendo valore al contenuto ma quando questo è veicolato a costo zero, come sul web, non hanno motivo di pretendere nulla. Detto questo nel caso specifico dell'esposto presentato  alla nostra Associazione riteniamo che il diritto alla riservatezza sia stato fortemente calpestato permettendo, anche se ciò non fosse avvenuto,  ad un sito posto fuori la giurisdizione italiana di raccogliere dati sensibili dei nostri concittadini, abbiamo chiesto:
1)Che vengano avviate le opportune indagini tese ad appurare se le indagini condotte a carico di ThePirateBay abbiano rispettato i normali criteri  di correttezza previsti dalla legge.
2)Che vengano avviate le opportune indagini tese a stabilire quale sia stato effettivamente il ruolo svolto dalle parti non istituzionali nel corso dell'indagine.
3)Che vengano avviate le opportune indagini tese a determinare se siano stati violati i diritti degli utenti, in particolare il loro diritto alla  riservatezza dei dati personali (privacy) così come già posto dalle citate Associazioni di cui in  narrativa.
4)Che, anche sulla scorta dei documenti allegati o segnalati, venga valutata la conformità dell'esecuzione dei decreti di "sequestro preventivo" dei siti  ThePirateBay.org e colombo-bt.org rispetto ai relativi decreti emessi dai GIP bergamaschi.
5)Se gli evidenti scostamenti dai precisi ordini della Magistratura giudicante rivestano i caratteri dell'illecito penale.
Tutto questo per chiarire che nonostante tutto abbiamo fiducia nella Magistratura e confidiamo che mentre stiamo chiedendo un diverso mercato e una diversa concezione della libertà, grazie alla tecnologia, non vengano  calpestati i diritti o limitata la libertà di cui godiamo, anche in base al principio che "se posso commettere un reato e non lo commetto sono un onesto cittadino  ma se il reato non lo posso commettere perché impedito sono solo un prigioniero.
L'esposto è stato accompagnato dalla relazione dell'ing. Stefano Zanero, laurea cum laude in ingegneria dell'informazione (con focalizzazione in Sicurezza Informatica presso il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, ricercatore universitario di ruolo presso lo stesso Dipartimento e docente di Sicurezza delle Applicazioni Informatiche, socio dell'Istitute of Electric and Electronic Engineers di cui è vicepresidente del capitolo italiano della Computer Society nonché socio fondatore e consigliere
di AIPSI (Associazione Italiana Professionisti Sicurezza Informatica).


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