maggio 2007

Case Discografiche e Mazzette

Il caso dei 3.636 utenti italiani destinatari di richieste di risarcimento da parte della casa discografica tedesca Peppermint Jam fa discutere: il tentativo di introdurre anche in Italia una pratica che prescinde da ogni dibattimento probatorio, con il pretesto di proteggere il diritto d'autore.



La cronaca:

3.636 utenti italiani, hanno ricevuto una lettera raccomandata che richiede il pagamento della cifra di 330 euro a titolo di risarcimento per avere scaricato e condiviso, mediante utilizzo di programmi P2P (Emule, WinMx), file musicali di artisti prodotti dalla Peppermint, casa discografica tedesca. Il mittente: uno studio legale di Bolzano rappresentante della Peppermint stessa.


Lo svolgimento dei fatti:

Logistep, una società privata svizzera, ufficialmente specializzata in investigazioni nelle reti peer to peer per la protezione del diritto d’autore, ha messo sotto controllo i sistemi di file sharing, quindi tracciava gli utenti che scambiavano brani musicali del catalogo Peppermint Jam, ottenendo gli indirizzi ip degli utenti stessi, afferma quindi di avere le prove dell'attivita' di scambio e condivisione dei brani.

I rispettivi Internet Service Provider, sono stati costretti, a seguito di una sentenza del Tribunale di Roma, e in assenza del vaglio del Garante della Privacy, a fornire a Peppermint Jam i nominativi delle utenze collegate agli Ip.

Peppermint, quindi, a seguito delle "ricerche" effettuate, aveva due possibilità: denunciare alla procura il fatto di avere constatato la messa in condivisione di file non autorizzati e attendere l'intervento della procura stessa oppure agire sul piano civile per richiedere un risarcimento dei danni causati dalla violazione dei diritti di sfruttamento economico. Le due ipotesi, peraltro, non si escludono a vicenda.

SENTENZA PAOLINI: IL TERZO POTERE BACCHETTA IL QUINTO POTERE

SENTENZA PAOLINI: IL TERZO POTERE(DEI GIUDICI) BACCHETTA IL QUINTO POTERE (DELLA TV)

LA RAI, IN UN MONOPOLIO DI FATTO DEI MEDIA MEN, NON GARANTISCE IL LIBERO E
DEMOCRATICO ACCESSO DI TUTTI I CITTADINI ALLA CREAZIONE DEI SUOI PALINSESTI

Il giudice Gennaro Francione, già noto come autore della sentenza anticopyright(assolse 4 venditori extracomunitari di cd contraffatti per stato di necessità(fame) prendendo a spunto la diffusione libera dell'arte e cultura in Internet con Napster), ha emesso in data 13 aprile 2007 sentenza di assoluzione di Gabriele Paolini, noto inquinatore televisivo, incriminato per aver disturbato 4 collegamenti esterni in diretta del TG RAI.

Il giudice di Roma, accogliendo le tesi del P. M. Gianluca Mazzei, ha affermato che Paolini è scriminato perché i fatti sono stati commessi in presenza di una causa di giustificazione ai sensi dell'art. 51 c. p., per aver legittimamente esercitato il suo diritto di libera espressione del proprio pensiero (articoli 2, 3 e 21 della Costituzione).

Paolini avrebbe operato, dunque, come giornalista libero e disancorato, manifestando un sacrosanto diritto di critica verso un noto giornalista televisivo e verso i parlamentari, ma soprattutto agendo in nome dell'invocato diritto che ogni cittadino ha di parlare e manifestarsi usando il media televisivo.

A far da maestro è ancora Internet dove chiunque può
fare il suo giornale e dire la sua come nel caso dei siti Web 2.0 che si rivolgono a ogni utente, in modo che possa essere lui stesso creatore e popolatore del sito.

Il giudice sottolinea che il giornalista televisivo operante in strada deve accettare le intrusioni alla Paolini “perché sono esse stesse cronaca in diretta di quanto avviene tra la gente, che spesso anzi utilizza quelle dirette per dire la propria nel bene (esultanze in occasione di gare sportive ad es.) e nel male (con striscioni, grida, slogan per contestare un avvenimento direttamente o indirettamente connesso a quanto nel resoconto del cronista vien detto)".

sicurezza e privacy


è possibile commentare questo documento e altri sul blog dell'autore Claudio Agosti
http://www.delirandom.net/

Il parere dei vecchi: perchè sicurezza e privacy non possono convivere ?

Chi segue le vicende legate ai diritti digitali, alla privacy in rete e le leggi che regolano la e-vita, avrà notato negli ultimi anni parecchie incoerenze.
In questo documento metteremo in discussione alcune azioni istituzionali, alcuni disegni di leggi ed alcuni stereotipi. L'argomento trattato è la sicurezza, le reazioni al terrorismo, e la descrizione delle insensatezze che avvengono in Internet a causa delle influenze politiche.
In pratica, spiega perchè il terrorismo sta vincendo.
Verranno criticate alcune posizioni istituzionali a causa della loro natura esplicitamente nociva per la privacy degli Italiani, analizzando quello che è realmente utile ai fini della sicurezza e quello che va contro di essa.
In questo documento non si vuole mettere in discussione la necessità e l'utilità che lo Stato effettui controlli e verifiche, finanziare e sociali, atte a mantenere la libertà, il governo, l'organizzazione della nazione. L'ordine ottenuto è il risultato di un millennio di storia tumultuosa, che si sta avvicinando ad un'organizzazione completa, umana ed integra.
Ciò nonostante, alcuni eventi degli ultimi anni, per la loro unicità, a causa di (s)considerazioni avventate o per strategie egoistiche, stanno minando il coordinamento e l'equilibrio al quale ci si stava avvicinando.
Il documento nasce in seguito ad un'intervista pubblicata su GNOSIS [1], rivista dei servizi di intelligence italiana. Il titolo è Privacy e sicurezza - la difficile convivenza [2]. L'intervista è volta a spiegare perchè dobbiamo sacrificare la privacy in nome di una guerra al terrorismo. Ma ogni esperto di sicurezza che analizza il documento noterà che le strategie e le riflessioni proposte non sono fatte con il fine di ottenere una maggiore sicurezza, ma solamente una minore privacy. L'utilizzo di una problematica seria come il terrorismo per motivare azioni negative nei confronti dei cittadini è il motivo che mi spinge a scrivere questo articolo.

D.U.D.D.A.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'ARTE - (DUDDA)
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Progetto, elaborato dal giudice drammaturgo Gennaro Francione.
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Preambolo
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Considerato che ogni creativo ha i propri diritti;
considerato che il primato dell'arte e della cultura sull'economia rende la tutela del diritto all'arte e al sapere dell'uomo prioritaria di fronte ad ogni altro interesse materiale ed economico;
considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto alla creatività e al sapere, fondato su Liberté, Egalité, Fraternité, costituisce il fondamento della coesistenza della vita nel Mondo;
considerato che l’arte e la cultura vanno gestite dagli artisti e non dai mercanti e dai tecnocrati;
considerato che un concreto diritto di accesso all'arte e alla cultura - inteso in rafforzativo quale diritto a non essere esclusi - è fondamentale per l'elevazione dell'Uomo, il che si realizza sostituendo l'attuale modello gerarchico a Piramide della società con la nuova struttura Sferica di platonica memoria;
considerato che all'autore dell'opera, portavoce del sapere e dell'arte espresse in nome dell'Uomo in Grande, va riconosciuto il diritto morale d'autore e solo un limitato diritto di sfruttamento commerciale, ciò al fine di conciliare la creatività individuale col diritto economico e morale di ciascuno di usufruire della sua opera;

Qui si parla di Libertà Intellettuale

Lucidi presentati da Renzo Davoli alla ConfSL di Cosenza 11/05/2007

Renzo Davoli

Qui si parla di liberta'

intellettuale.

Cosenza, 11 maggio 2007


Hardware vs. Software

Hardware (materia, corpo, cio' che si ha)

oggetto fisico. Non si crea, non si distrugge, si trasforma. E' disponibile in quantita' limitata.

Se tu mi dai un pezzo di hardware alla fine io ce l'ho e tu non ce l'hai piu'

Software (spirito, anima, informazione, cio' che e')

I pirati sono loro di A. Bottoni

Scritto da Alessandro Bottoni
sabato 02 settembre 2006

I pirati sono loro


L'esproprio dello spazio delle idee

Dalla emanazione dell'Editto della Regina Anna (1709) ad oggi, il mondo degli affari si è progressivamente impadronito della nostra libertà di espressione e della nostra cultura. Nel corso di questi 3 secoli, decine e decine di leggi sono state emanate in tutti i paesi del mondo a tutela di quegli operatori commerciali che in un modo o nell'altro hanno a che fare con la cosidetta "proprietà intellettuale". Si è cominciato con il proteggere i sacrosanti diritti degli autori di testi e di musica per poi passare ai diritti degli autori di invenzioni industriali e si è finito con il blindare i diritti dei designer industriali impegnati nelle "guerre di marchi" che tutti ben conosciamo. A forza di piantare dei paletti, le situazioni paradossali ormai non si contano più.


Nel settore del diritto d'autore, applicato ai testi, siamo arrivati al punto che dovremo aspettare il 31 Dicembre del 2008 prima di poter legittimamente scaricare da Internet una copia de "il piacere" di Gabriele D'Annunzio in formato digitale. Sebbene quest'opera sia stata scritta tra il 1888 ed il 1889, infatti, i diritti d'autore su di essa scadranno (per una convenzione legislativa internazionale) solo al termine del 70° anno dopo la morte dell'autore, avvenuta il 1° marzo del 1938, cioè il 31 dicembre 2008. Tra la pubblicazione dell'opera e la scadenza dei diritti d'autore su di essa passeranno quindi 120 anni. Quando è stato scritto "il piacere" l'automobile era appena stata inventata (Daimler-Benz, 1885). L'aeroplano sarebbe stato inventato soltanto 20 anni dopo (Fratelli Wright, 1903). Nonostante questo, i diritti su "il piacere" scadranno circa 40 anni dopo la conquista della Luna (Apollo 11, 1969) e quasi nello stesso momento in cui partirà la prima spedizione destinata a Marte. Più che diritto d'autore si può ben parlare di diritto dinastico.

Consultazione Pubblica dell'AGCOM

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deliberato una consultazione pubblica

sugli aspetti regolamentari relativi all’assetto della rete di accesso fissa ed alle prospettive delle reti di nuova generazione a larga banda

per elaborare la nostra proposta è attivo il wiki dove tutti sono invitati a collaborare.

Il crack dell'Hd Dvd fa impazzire la Rete


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